1. VELA-0001 2.1.1-1 Lo scafo di un'unità navale a vela è la parte immersa della deriva.
  2. VELA-0002 2.1.1-2 Lo scafo di un'unità a vela è la struttura galleggiante e portante della stessa.
  3. VELA-0003 2.1.1-3 La presenza del bulbo zavorrato in un'unità navale a vela ha la funzione di fornire alla stessa una maggiore stabilità per contrastare le azioni esterne (vento).
  4. VELA-0004 2.1.1-4 La presenza del bulbo zavorrato in un'unità navale a vela ha la funzione di offrire alla stessa una maggior penetrazione alla prua, tale da farle raggiungere velocità più elevate.
  5. VELA-0005 2.1.1-5 La vela si orienta in relazione al flusso del vento.
  6. VELA-0006 2.1.1-6 Per andatura si intende la direzione verso cui la stessa procede rispetto alla direzione di provenienza del vento.
  7. VELA-0007 2.1.1-7 Per andatura si intende la velocità riaggiunta dall'unità navale a vela rispetto alla direzione di provenienza del vento
  8. VELA-0008 2.1.1-8 Quando l'unità a vela si muove a favore di vento, il vento apparente equivale alla differenza tra il vento reale e quello di velocità dell'unità navale stessa.
  9. VELA-0009 2.1.1-9 Quando l'unità a vela si muove a favore di vento, il vento apparente, corrisponde alla somma tra il vento reale e quello di velocità dell'unità navale
  10. VELA-0010 2.1.1-10 Quando l'unità a vela si muove controvento, il vento apparente corrisponde alla somma tra il vento reale e quello di velocità dell'unità navale.
  11. VELA-0011 2.1.1-11 Quando l'unità a vela si muove controvento, il vento apparente è pari al vento di velocità dell'unità navale stessa.
  12. VELA-0012 2.1.1-12 Durante la navigazione di una unità a vela, il vento apparente è sempre orientato più a proravia rispetto al vento reale.
  13. VELA-0013 2.1.1-13 Durante la navigazione di una unità a vela, il vento apparente, è sempre orientato ortogonalmente rispetto al vento reale.
  14. VELA-0014 2.1.1-14 Durante la navigazione a vela, il vento apparente ha un'intensità tanto maggiore quanto più l'unità navale procede verso la direzione da cui proviene il vento.
  15. VELA-0015 2.1.1-15 Durante la navigazione di una navale a vela, il vento apparente ha un'intensità tanto maggiore quanto più l'unità navale si discosta dalla direzione da cui proviene il vento.
  16. VELA-0016 2.1.1-16 Per andatura di "bolina" si intende quando una unità a vela procede con una direzione di rotta che forma un angolo di circa 135° rispetto alla direzione del vento reale.
  17. VELA-0017 2.1.1-17 Per andatura al "traverso" si intende quando una unità a vela procede con una direzione di rotta che forma un angolo di 45° rispetto alla direzione del vento reale.
  18. VELA-0018 2.1.1-18 Per andatura di lasco si intende quando una unità a vela procede con una direzione di rotta che forma un angolo di circa 45° rispetto alla direzione del vento reale.
  19. VELA-0019 2.1.1-19 Per andatura di poppa si intende quando una unità a vela procede con una direzione di rotta che forma un angolo di 90° rispetto alla direzione del vento reale.
  20. VELA-0020 2.1.1-20 Procedendo di bolina, la velocita avvertita dell'unità a vela sembra elevata perché l'intensità del vento percepita risulta superiore rispetto a quella reale.
  21. VELA-0021 2.1.1-21 Procedendo di bolina, la velocita avvertita dell'unità a vela sembra elevata perché l'intensità del vento percepita risulta inferiore rispetto a quella reale.
  22. VELA-0022 2.1.1-22 Procedendo di poppa, la velocita avvertita dell'unità a vela sembra minore perché l'intensità del vento percepita risulta inferiore rispetto a quella reale.
  23. VELA-0023 2.1.1-23 Procedendo di poppa, la velocita avvertita dell'unità navale a vela sembra minore perché l'intensità del vento percepita risulta superiore rispetto a quella reale.
  24. VELA-0024 2.1.1-24 Per "settore di bordeggio", o "angolo morto", si intende quel settore controvento entro il quale una unità a vela non può indirizzare la sua prua per mancanza di portanza delle vele.
  25. VELA-0025 2.1.1-25 Per "settore di bordeggio", o "angolo morto", si intende quel settore entro il quale una unità a vela può navigare al fine di aumentare la velocità per raggiungere una determinata destinazione.
  26. VELA-0026 2.1.1-26 Un temporaneo aumento dell'intensità del vento reale (raffica) comporta una favorevole variazione della direzione del vento apparente per assumere un migliore angolo di bolina.
  27. VELA-0027 2.1.1-27 Una temporanea attenuazione dell'intensità del vento reale comporta una favorevole variazione della direzione del vento apparente per assumere un migliore angolo di bolina.
  28. VELA-0028 2.1.1-28 L'angolo di incidenza risulta essere l'angolo formato tra la direzione del vento apparente e quella verso cui è orientata la vela.
  29. VELA-0029 2.1.1-29 Il centro velico risulta essere il punto di applicazione della forza del vento apparente sulle vele e sull'opera morta.
  30. VELA-0030 2.1.1-30 Il centro di deriva risulta essere il centro geometrico della superficie di deriva posto sotto la chiglia dell'unità a vela.
  31. VELA-0031 2.1.1-31 Il centro velico e il centro di deriva si influenzano tra loro generando effetti che sono individuabili e prevedibili per ogni unità a vela.
  32. VELA-0032 2.1.1-32 In condizioni di timone al centro, quando il centro velico è allineato con il centro di deriva, l'unità a vela si definisce "neutra" (né poggiera né orziera).
  33. VELA-0033 2.1.1-33 In condizioni di timone al centro, quando il centro velico è allineato con il centro di deriva, l'unità a vela si avvicina alla direzione del vento (orziera).
  34. VELA-0034 2.1.1-34 La posizione del centro velico nelle unità a vela dipende dalla superficie e dalla forma delle vele, dalla reciproca influenza tra le vele bordate e dalla messa a punto dell'attrezzatura.
  35. VELA-0035 2.1.1-35 Per "planata" si intende lo stato in cui viene a trovarsi l'unità a vela navigando in condizioni di equilibrio dinamico sulla cresta dell'onda generato dal suo medesimo avanzamento.
  36. VELA-0036 2.1.1-36 La "messa a segno" delle vele è generata dal vento apparente durante la navigazione.
  37. VELA-0037 2.1.1-37 La pressione esercitata dal vento sulle vele dipende dall'angolo di incidenza.
  38. VELA-0038 2.1.1-38 La pressione esercitata dal vento sulle vele dipende esclusivamente dal valore della prora assunta dall'unità.
  39. VELA-0039 2.1.1-39 La forza di scarroccio risulta perpendicolare all'asse longitudinale dell'unità a vela.
  40. VELA-0040 2.1.1-40 La forza di propulsione risulta perpendicolare all'asse longitudinale dell'unità a vela.
  41. VELA-0041 2.1.1-41 l'albero di un'unità a vela inclinato verso poppa rende la stessa tendenzialmente orziera.
  42. VELA-0042 2.1.1-42 L'albero di un'unità a vela inclinato verso prua rende la stessa tendenzialmente poggiera.
  43. VELA-0043 2.1.1-43 La funzione delle stecche poste sulla randa è quella di conservare inalterata la forma della vela in qualsiasi condizione meteomarina.
  44. VELA-0044 2.1.1-44 La funzione delle stecche poste sulla randa è quella di garantire l'ottimale indicazione della direzione del vento sulla vela?
  45. VELA-0045 2.1.1-45 Con riguardo alla teoria della vela, il multiscafo ha una maggiore stabilità.
  46. VELA-0046 2.1.1-46 Il bulbo zavorrato di un'unità a vela fornisce maggiore stabilità per contrastare l'azione esterna del vento.
  47. VELA-0047 2.1.1-47 La stabilità di un'imbarcazione a vela è assicurata dal bulbo zavorrato.
  48. VELA-0048 2.1.1-48 La vela tende, per sua natura, ad assumere una posizione neutra di 45° rispetto al flusso del vento e a ricevere una spinta in tale direzione.
  49. VELA-0049 2.1.1-49 Per andatura si intende la direzione verso cui procede un'unità a vela rispetto alla direzione di provenienza del vento.
  50. VELA-0050 2.1.1-50 Si chiama "bolina" l'andatura in cui l'unità a vela procede con una direzione di rotta che forma un angolo di circa 45° rispetto alla direzione del vento reale.
  51. VELA-0051 2.1.1-51 Si chiama "lasco" l'andatura in cui l'unità a vela procede con una direzione di rotta che forma un angolo di circa 135° rispetto alla direzione del vento reale.
  52. VELA-0052 2.1.1-52 Si chiama "traverso" l'andatura in cui l'unità a vela procede con una direzione di rotta che forma un angolo di 90° rispetto alla direzione del vento reale.
  53. VELA-0053 2.1.1-53 Si chiama "lasco" l'andatura in cui l'unità a vela procede con una direzione di rotta che forma un angolo di circa 90° rispetto alla direzione del vento reale.
  54. VELA-0054 2.1.1-54 Si chiama "poppa" o "fil di ruota" l'andatura in cui l'unità a vela procede con una direzione di rotta che forma un angolo di 180° rispetto alla direzione del vento reale.
  55. VELA-0055 2.1.1-55 Procedendo di bolina, a bordo il vento percepito risulta d'intensità superiore a quella reale.
  56. VELA-0056 2.1.1-56 Procedendo di poppa la velocita avvertita dell'unità a vela sembra elevata perché l'intensità del vento percepita risulta superiore rispetto a quella reale.
  57. VELA-0057 2.1.1-57 Il settore di bordeggio è la zona dello scafo di un'unità navale a vela che concorre a fornire la spinta velica e quindi ad incrementare la velocità della stessa in funzione della direzione del vento.
  58. VELA-0058 2.1.1-58 Si intende per lato sottovento, la superficie sopravvento della vela che è sottoposta a una depressione.
  59. VELA-0059 2.1.1-59 Il centro velico è il punto di applicazione della risultante delle forze dovute all'azione del vento sulle vele.
  60. VELA-0060 2.1.1-60 E' il centro velico il punto di applicazione delle forza idrodinamica sullo scafo dovuta allo scarroccio.
  61. VELA-0061 2.1.1-61 Il centro di deriva è il centro dello scafo a vela di piccole dimensioni.
  62. VELA-0062 2.1.1-62 Il centro di deriva è il punto di applicazione della resistenza laterale che si oppone alle forze idrodinamiche esercitate sull'opera viva.
  63. VELA-0063 2.1.1-63 Il centro velico e il centro di deriva servono per determinare il punto nave a vela.
  64. VELA-0064 2.1.1-64 In condizioni di timone neutro (al centro), quando il centro velico è collocato a proravia del centro di deriva, l'unità navale a vela si allontanata dalla direzione del vento (è poggiera).
  65. VELA-0065 2.1.1-65 In condizioni di timone neutro (al centro), quando il centro velico è allineato con il centro di deriva, l'unità navale a vela si definisce equilibrata (né poggiera né orziera).
  66. VELA-0066 2.1.1-66 La posizione del centro velico per le unità navali a vela dipende dalla forma della vela, dalla reciproca influenza tra le vele bordate e dalla messa a punto dell'attrezzatura.
  67. VELA-0067 2.1.1-67 La posizione del centro di deriva delle unità a vela dipende dalla forma delle vele.
  68. VELA-0068 2.1.1-68 Si intende per sopravento, il lato dell'unità ubicato al di sotto del punto di applicazione del vento apparente.
  69. VELA-0069 2.1.1-69 Si intende per sottovento, il lato dell'unità opposto rispetto a quello su cui batte il vento.
  70. VELA-0070 2.1.1-70 La dizione di "mure a dritta/mure a sinistra" indica la parte prodiera dello scafo sulla quale si infrangono le onde.
  71. VELA-0071 2.1.1-71 Per grasso della vela si intende la parte della vela più prossima alla tensione della drizza.
  72. VELA-0072 2.1.1-72 Il piano velico è l'organizzazione delle vele di un'unità come da progetto ed è essenzialmente caratterizzato dal numero di alberi e dal tipo di vele a disposizione.
  73. VELA-0073 2.1.1-73 Per portanza si intende il peso complessivo di tutte le attrezzature veliche imbarcate su un'unità a vela.
  74. VELA-0074 2.1.1-74 Lo svergolamento della vela dipende dalla velocità del vento reale che aumenta in funzione dell'altezza da cui spira rispetto alla superficie del mare.
  75. VELA-0075 2.1.1-75 Per "straorza" si intende l'improvviso cambio di prua verso la direzione di provenienza del vento, causato da una raffica o da un'onda particolarmente intensa.
  76. VELA-0076 2.1.1-76 Per "strapoggia" si intende l'improvviso allontanarsi della prua dalla direzione del vento tale anche da causare una strambata.
  77. VELA-0077 2.1.1-77 Per "raffica" si intende una particolare tipologia di venti, di rilevante intensità, che spirano prevalentemente da levante o da ponente.
  78. VELA-0078 2.1.1-78 Per "scarroccio" si intende la traslazione laterale dell'unità a vela per effetto del vento esercitato sullo scafo durante la navigazione.
  79. VELA-0079 2.1.1-79 Un'unità a vela scuffia quando si ribalta, immergendo l'albero anche fino a 180° rispetto alla posizione iniziale.
  80. VELA-0080 2.1.1-80 Si intende per "smagrire" la vela il variare della superficie portante della stessa riducendone la sua concavità.
  81. VELA-0081 2.1.1-81 Si dice "stringere il vento" il condurre l'unità a vela lascando quanto più possibile le vele, allontanando la prua dalla direzione dalla quale proviene il vento.
  82. VELA-0082 2.1.1-82 Si dice "poggiare" il condurre l'unità a vela lascando quanto più possibile le vele, allontanando la prua dalla direzione dalla quale proviene il vento.
  83. VELA-0083 2.1.1-83 La forza di propulsione risulta parallela all'asse longitudinale dell'unità navale a vela.
  84. VELA-0084 2.1.1-84 La forza di scarroccio e la forza di propulsione hanno origine dalla forza risultante generata dal vento sulla superificie velica.
  85. VELA-0085 2.1.1-85 Si intende per "corda" della vela la linea idealmente tracciata per unire le due estremità del profilo della vela.
  86. VELA-0086 2.1.1-86 La concavità della vela assolve alla funzione di diminuire la resistenza all'avanzamento dell'unità.
  87. VELA-0087 2.1.1-87 Lo spostamento del peso dell'equipaggio a bordo durante la navigazione a vela può servire a contrastare l'azione sbandante generata dal vento sulla superficie velica.
  88. VELA-0088 2.1.1-88 Per contrastare la tendenza poggera dell'unità a vela è utile spostare i pesi verso prua.
  89. VELA-0089 2.1.1-89 Per contrastare la tendenza orziera dell'unità a vela è utile spostare i pesi verso l'albero.
  90. VELA-0090 2.1.1-90 E' meglio evitare un'impostazione troppo poggera di un'unità perché tale impostazione limita notevolmente l'azione del timone.
  91. VELA-0091 2.1.1-91 Un'unità in navigazione a vela con andatura di bolina, se eccessivamente sbandata sottovento, subisce un aumento della velocità e una miglior performance delle vele bordate.
  92. VELA-0092 2.1.1-92 E' meglio preferire un'impostazione leggermente orziera di un'unità a vela perché tale impostazione favorisce le prestazioni e la sicurezza a bordo.
  93. VELA-0093 2.1.1-93 L'inclinazione verso la prua dell'albero di un'unità a vela rende la stessa tendenzialmente poggera.
  94. VELA-0094 2.1.1-94 L'inclinazione verso la poppa dell'albero di un'unità a vela rende la stessa tendenzialmente poggera.
  95. VELA-0095 2.1.1-95 Lascare la drizza e la base della randa aumenta la concavità della vela (grasso) e le fa assumere una configurazione adatta all'andatura in fil di ruota.
  96. VELA-0096 2.1.1-96 L'angolo di incidenza è quello formato tra la direzione del vento apparente e quella verso cui è orientata la vela, in pratica l'angolo con cui il profilo fende l'aria.
  97. VELA-0097 2.1.1-97 La spinta della randa è principalmente orziera, quella del genoa o del fiocco tendenzialmente poggiera.
  98. VELA-0098 2.1.1-98 Al crescere del vento si cazzano cunningham (o la drizza randa), il tesabase, la drizza genova.
  99. VELA-0099 2.1.1-99 Al crescere del vento è utile spostare verso prua il carrello del genoa.