MANOVRE DELLE UNITA' A VELA — Domande Patente Nautica
65 domande ufficiali su questo argomento.
- Per "sventare" si intende la manovra tesa a condurre l'unità navale con la prua al vento o a mollare le scotte, in modo che le vele non siano portanti
- Per "sventare" si intende la manovra tesa a condurre l'unità navale con la poppa al vento.
- Con timone a barra per poggiare è necessario porre la barra del timone sopravento ossia dalla parte opposta rispetto alla randa.
- Con timone a barra per poggiare è necessario porre la barra del timone sottovento ossia dallo stesso lato della randa.
- Quando due unità navali a vela navigano di bolina con rotte convergenti, quella con le mure a sinistra poggierà per lasciare la rotta libera a quella con le mure a dritta, passandole di poppa.
- Quando due unità navali a vela navigano di bolina con rotte convergenti, quella più lenta lascierà la rotta libera a quella più veloce, passandole di poppa.
- Quando due unità navali a vela navigano di bolina entrambe con le stesse mure, quella sopravento orzerà per lasciare la rotta libera a quella sottovento.
- Dopo aver tesato la drizza della randa, la base della stessa può essere cazzata, poco o molto, a seconda che si vogliano assumere rispettivamente andature larghe o di bolina.
- L'abbattuta è la manovra mediante la quale l'unità a vela cambia mure attraversando con la poppa la direzione da cui proviene il vento.
- La virata è la manovra per evitare un ostacolo.
- La virata è la manovra usata per raggiungere una meta navigando con il vento in fil di ruota.
- L'abbattuta si esegue quando la barca è alla massima velocità e naviga con andatura al traverso o di bolina.
- Per armare la randa: si collega la borosa all'angolo di mura, si tesa la base e si chiude lo stopper della scotta.
- Il punto di mura è posizionato sulla varea del boma.
- Si arma la randa cazzando il meolo, inserendo la tavoletta all'interno dell'apposita tasca posta sulla parte più alta dell'albero.
- Dopo aver lascato la drizza della randa, la base della stessa può essere lascata, poco o molto, a seconda che si vogliano assumere andature in bolina o bolina larga.
- Genoa (o genova) e fiocco si armano allo stesso modo perché hanno, in generale, lo stesso punto di mura nonché risultano inferiti al medesimo strallo.
- La prima operazione necessaria per issare il fiocco o il genoa (o genova) munito di garocci è fissare l'occhiello di bugna nell'apposito attacco ubicato alla base dello strallo.
- I garrocci di cui è munito il fiocco vanno incocciati allo strallo partendo dal punto di penna e proseguendo verso il punto di scotta.
- Il dispositivo solitamente utilizzato per agganciare la drizza alla penna è un moschettone impiombato alla drizza stessa.
- Il nodo utilizzato solitamente per fissare le due scotte alla bugna del fiocco, una per lato, è il parlato doppio.
- La barca viene condotta con la prua al vento al fine di consentire che il fiocco non si gonfi mentre viene issato.
- Lo strallo cavo offre il vantaggio di abbassare il centro velico del fiocco.
- La doppia canaletta di uno strallo cavo serve per facilitare la sostituzione di una vela di prua.
- Issare la tormentina è la manovra che può essere adottata al fine di ridurre la velocità risalendo il vento
- La manovra che può essere adottata al fine di ridurre la velocità nelle andature portanti è far fileggiare la randa.
- La manovra denominata "mettersi in panna" serve per aumentare la velocità.
- La manovra denominata "mettersi in panna" consiste nel porre a collo la vela di prua lasciando la randa bordata per la bolina larga nonché ponendo il timone all'orza.
- La manovra denominata "mettersi alla cappa" consiste in una particolare tecnica che consente di navigare a velocità ridotta utilizzando l'ancora galleggiante filata di poppa.
- Per "mano o presa di terzaroli" si intende la manovra per abbassare il tangone e smagrire lo spinnaker, passando dall'andatura in fil di ruota al traverso.
- La "presa di terzaroli" consiste nell'ammainare completamente la randa ed issare al suo posto la randa di rispetto denominata matafione.
- Per "mettere a segno" le vele si intende l'avvolgerle correttamente dopo l'utilizzo in navigazione per il loro successivo pronto impiego.
- Il vantaggio della planata è l'aumento del dislocamento dell'unità.
- Quando la barca si dispone con la prua al vento le vele smagriscono disponendosi trasversalmente all'asse longitudinale dell'unità e orientandosi nella direzione di provenienza del vento apparente.
- La manovra denominata "strallare" consiste nel ruotare il tangone verso la parte prodiera dell'unità navale conducendone l'estremità libera in prossimità dello strallo.
- La manovra denominata "quadrare" consiste nel ruotare il tangone verso la parte prodiera dell'unità navale conducendone l'estremità libera in prossimità dello strallo.
- Per poggiare si intende variare la prua dell'unità, allontanando la prua della stessa rispetto alla direzione di provenienza del vento.
- Per orzare si intende variare la rotta dell'unità navale assumendo un nuovo valore di rotta opposto a quello della direzione di provenienza del vento.
- Per sventare si intende la manovra tesa a condurre l'unità navale con la poppa al vento.
- La virata e l'abbattuta sono le manovre fondamentali per cambiare mure.
- La virata è la manovra mediante la quale l'unità a vela si appresta ad ammainare lo spinnaker.
- Per poggiare è necessario porre la barra al centro
- Quando due unità a vela navigano di bolina con rotte convergenti, quella più lenta lascerà la rotta libera a quella più veloce, passandole di poppa.
- Se due unità a vela navigano entrambe con stesse mura, ha la precedenza quella che si trova sottovento.
- Se due unità a vela navigano di bolina con rotte convergenti, quella con mure a sinistra ha la precedenza.
- Se due unità navigano a vela con mure diverse (una a sinistra e l'altra a dritta), ha la precedenza chi prende il vento a sinistra.
- Se due unità navigano a vela con mure diverse (una a sinistra e l'altra a dritta), ha la precedenza chi prende il vento a dritta.
- Se due unità navigano a vela su rotte opposte, quella che ha il vento sulla sinistra deve lasciare libera la rotta all'altra.
- Se un'unità con il vento sulla sinistra vede un'altra unità a vela sopravento e non può stabilire con sicurezza se questa abbia il vento sulla sinistra o sulla dritta, deve manovrare in modo da lasciare libera la rotta .
- Navigando di bolina stretta, si può ridurre temporaneamente la velocità stingendo il vento oltre l'angolo di bordeggio.
- Poggiando da bolina stretta a bolina larga la barca accelera.
- Per ridurre lo sbandamento, si smagriscono le vele, cazzando il cunnincham e il tesabase della randa, la drizza del genoa e si arretra il punto di scotta del genoa (o genova).
- Per aumentare la potenza con vento debole si smagriscono le vele, cazzando il cunnincham e il tesabase della randa, la drizza del genoa e si arretra il punto di scotta del genoa (o genova).
- La "messa a segno" delle vele si ottiene quando le vele sono completamente poste a riva.
- Per ridurre lo sbandamento sotto raffica si muove il carrello (trasto) della randa sottovento o, in assenza del carrello, si lasca la scotta.
- Per assecondare una rapida poggiata per evitare un ostacolo devo lascare solo il fiocco.
- La ritenuta del boma è quella manovra che si può utilizzare per evitare la strambata nelle andature di granlasco e giardinetto.
- In caso di aumento del vento, riducendo la randa si diminuisce la tendenza orziera dell'unità.
- Quando si comincia a pensare se sia il caso di ridurre la vela a causa dell'eccessivo sbandamento è probabilmente il momento di farlo.
- E' certamente opportuno ridurre la vela se la barca ha stabilmente la falchetta in acqua.
- La strambata è il rischio più grande che si corre navigando al gran lasco o in poppa (giardinetto).
- Strambata e abbattuta sono la stessa cosa.
- La strambata è l'abbattuta involontaria e incontrollata.
- Salvo le ordinanze locali, di norma è possibile entrare in un porto navigando a vela.
- Lascare la randa agevola la poggiata.